La voglia di vivere, l’entusiasmo, l’energia, non sono qualità riservate solo alle età più giovani. Anche la terza età, l’età degli anziani, può possedere tali caratteristiche. Tutto ciò dipende dall’uso che gli anziani fanno del loro tempo, delle attività che svolgono, degli interessi che coltivano. Si può essere vivi e vitali anche in età avanzata, purché la vita che si conduce non sia una vita passiva, ma abbia interessi o obiettivi per il futuro.
L’età anagrafica non è di per sé indicativa di nulla. L’età che conta è quella del cervello. Se l’esistenza verrà affrontata con slancio ed energia, la solitudine risulterà essere l’ultimo dei problemi, purché si abbiano i mezzi adatti per riuscire a sconfiggerla. Vi sono innumerevoli solitudini, racchiuse tutte in un unico concetto.
Ci sono momenti della giornata in cui l’anziano predilige la solitudine, come momento di riflessione, di introspezione e di meditazione intima su di sé e sul senso della propria esistenza, ed altri momenti in cui la solitudine è bandita per immergersi profondamente nella socialità e nel contatto diretto con il mondo esterno.
La vita di ciascun individuo, giovane o anziano, si trova in bilico tra due tipi di atteggiamenti: la voglia di solitudine e l’ansia di socialità, di comunicazione con gli altri e di interazione con i suoi simili. Entrambi questi momenti sono importanti ed essenziali per l’individuo, ai quali l’uomo non potrebbe mai rinunciare, essendo sino all’ultimo istante della sua vita parte integrante della società.
La solitudine quindi è un concetto dagli svariati volti e dai molteplici significati. Non deve assumere la forma patologica della nostalgia e della malinconia, come spesso avviene nelle nostre Case di riposo.

Occorre mantenere in loro viva l’attenzione per il mondo che li circonda, rispettare la loro personalità e la loro dignità, per cui il “settore animazione” (che può essere ludica, culturale, affettiva) diventa una delle componenti più efficaci, unitamente alla presenza, al conforto e alla vicinanza dei famigliari e delle persone amiche. Ogni iniziativa che si realizzi per la socializzazione degli anziani ha un significato anche terapeutico. Lodevole è l’opera dei Volontari alla gestione delle Fondazioni, ma utile è il loro contributo operativo, assistenziale ed economico per realizzare strutture di cura e di ricreazione, unitamente a quelle più recenti innovative quali: la fisioterapia preventiva e terapeuticacorrettiva; la Pet-therapy con l’ausilio di animali addestrati, la musicoterapia, la proiezione di film e di documentari, che ravvivino la loro memoria presente e passata e ritardino il più possibile il decadimento delle funzioni psichiche e fisiche. Queste, a parere mio, sono le linee programmatiche per la loro sopravvivenza nella società.

a cura del Dott. Giuseppe Mosconi