La scarsa attività che viene richiesta all’ospite di una istituzione, favorisce nell’anziano l’inerzia, la noia e la depressione. L’anziano così non riesce a riempire tutto il suo tempo ed anzi subisce la malinconia del suo tempo libero. Diviene molto importante sollecitare le motivazioni dell’anziano sottoponendolo a stimoli che favoriscono le interazioni sociali, la sua autonomia e indipendenza, aiutandolo a mantenersi il più attivo possibile fisicamente e psichicamente.
Con l’istituzionalizzazione, a causa della scarsa attività svolta dall’ospite nella struttura a carattere sedentario (cucire, guardare la televisione, leggere e piccole passeggiate) si assiste a una lenta e progressiva riduzione della mobilità dei soggetti fino alla realizzazione del quadro della malattia ipocinetica, della quale abbiamo già parlato nel numero scorso.
Cosa fare? Gli aspetti negativi dell’istituzionalizzazione devono essere sempre contrastati attraverso la sollecitazione costante degli anziani con vari interventi mirati a sfruttare al massimo le funzioni residue di ciascun ospite. Le attività di gruppo, soprattutto se proposte in forma ludica, rappresentano un ottimo mezzo per evitare la tendenza all’isolamento e riconsiderare l’importanza del prossimo, mitigare le spigolosità del carattere e confrontare i propri punti di vista, facendo percepire al singolo di essere parte integrante di un insieme di persone.
Particolarmente indicate le attività di riattivazione, le attività occupazionali, quelle di animazione, la ginnastica di mantenimento e l’attività ludico-motoria. Il gioco è un’espressione motoria spontanea che tende a soddisfare il bisogno di svago di ogni individuo. Attraverso l’attività ludica si rendono evidenti i bisogni affettivi, le emozioni, i comportamenti sociali e i lati del carattere di ogni anziano.
Nel gioco ogni individuo esprime sé stesso nei confronti del prossimo e con il gioco conserva il desiderio di agire. Vari sono i giochi di movimento che si possono sottoporre: bocce, minigolf, pallavolo (con i palloncini), pallacanestro, gincane costruite con percorsi motori semplici, giochi con la palla e cognitivi per stimolare anche la memoria, l’udito, la vista, la capacità di calcolo ecc. e, perché no, per mitigare comportamenti di timidezza o di aggressività.
Inoltre non dimentichiamo che l’attività motoria è un ottimo preventivo per l’ipocinesia, in quanto, oltre ad influenzare alcune funzioni di apparati importanti, favorisce la vasodilatazione a livello muscolare, migliora la diffusione alveolo-capillare nei polmoni, riduce la frequenza cardiaca a riposo ed a sforzo, migliora la mobilità articolare, il tono e il trofismo muscolare, nonché la coordinazione neuro-motoria ecc… Ha inoltre benefici effetti sull’equilibrio psichico perché stimola nuovi interessi, sollecita la socializzazione, riduce la dipendenza psicologica da farmaci e migliora la qualità del sonno.

La Terapista Antonella